Cari amici del Festival del Silenzio,

dal 21 al 24 maggio 2020 alla Fabbrica del Vapore di Milano avrebbe dovuto svolgersi la III edizione del Festival che sarebbe stata per noi quella della conferma.

Non ci sarebbe stata la novità di un progetto unico in Italia come nel 2018, né la presenza di IETM a fare da cassa di risonanza internazionale come nel 2019. Sarebbe stata l’edizione per dimostrare se e quanto valiamo.

Poi è arrivata l’emergenza Covid-19 e tutto è cambiato. Ma è rimasto forte in noi e in chi sostiene il progetto il desiderio di lasciare comunque un segno (mai termine più adatto per un Festival a sostegno della Lis – Lingua dei Segni Italiana) e non potendo incontrarci alla Fabbrica del Vapore abbiamo pensato di andare noi nelle case di chi vorrà seguirci.

Sappiamo che il vero spirito del Festival del Silenzio e la sua unicità sono la vicinanza e la condivisione di un tempo e uno spazio da parte di persone normalmente distanti per cultura, lingua e provenienza; non pensiamo che questi appuntamenti possano sostituire quell’esperienza cui invitiamo tutti a prendere parte di persona, ma vogliamo piuttosto affermare che le distanze non ci fermano, possiamo continuare a condividere un tempo e uno spazio, seppur virtuale”

Rita Mazza, Direttrice Artistica

Siamo profondamente convinti che in questo momento di grave difficoltà, tutto il sistema teatrale italiano debba convergere per la difesa delle lavoratrici e dei lavoratori e per il rispetto del lavoro.

Per questo motivo, siamo felici e orgogliosi di annunciare che il Festival del silenzio corrisponderà a tutte le compagnie che avrebbero dovuto partecipare all’edizione 2020, una percentuale (tra il 30 e il 50%) del cachet concordato. Ci impegniamo inoltre a garantire alle stesse compagnie la riprogrammazione nell’edizione 2021 con uguali o migliori condizioni, ove possibile.

Ringraziamo Fondazione Cariplo che ci sostiene in questa politica e in queste azioni, nell’ambito del progetto Pubblici del Silenzio sostenuto dal bando Partecipazione Culturale.

Crediamo fortemente che questo debba essere lo spirito per garantire tutela e rispetto del lavoro degli artisti, spesso poco considerato. Lavoriamo per uscire da questa crisi migliori, più uniti, solidali e civili, riconsiderando le barriere e le modalità con cui arte e cultura vengono prodotte e promosse in Italia.

Riccardo Olivier, Direttore organizzativo

 

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